Parrocchia SS Senesio e Teopompo MM

Palazzo Rangoni

Situato nella zona nord del Castello, in corrispondenza del tratto più antico delle mura, probabilmente l’edificio originale era di fattura alquanto modesta.
Non si conosce la data di costruzione del palazzo ma un edificio nello stesso luogo, se pure in forma diversa, era presente intorno al VIII-IX secolo.
Quando il condottiero Jacopino Rangoni ottenne dal cardinale Betrando del Poggetto il feudo di Castelvetro, iniziarono i lavori di restauro ed espansione, lo stabile divenne infatti il quartier generale dei Signori della città.
Con l’avvento dei Rangoni, il Palazzo assunse caratteristiche di rappresentanza e residenziali, data anche l’importanza che Castelvetro ricoprì, a partire dal Quattrocento come capitale del feudo.

Dopo il violento terremoto che colpì la città nel 1501, l’edificio venne ricostruito dai Rangoni insieme a molte altre zone del Castello. Il Tiraboschi in “Memorie storiche modenesi” scrive “La rocca cadde dal mezzo in su, il rimanente di essa screpolò fino al piede, di guisa che il 10 marzo 1502 rovinò poi fino alle fondamenta. Ruinò altresì parte della chiesa, rimasero fessi ed atterrati per due terzi i merli, e distrutto per 20 braccia il muro del castello, dentro il quale le case rovinarono per maggior parte.”

In seguito a questo tragico evento i Rangoni in breve tempo ristrutturarono il palazzo, e già nel 1564 ospitarono il poeta Torquato Tasso. A ricordo di questo soggiorno in una lapide posta sulla sommità della porta di accesso al palazzo medesimo, si legge ancora oggi questa iscrizione:

TORQUATO TASSO COLPITO DAI PRIMI STRALI DELLA CALUNNIA QUI RIPARAVA NEL 1564

L’edificio assunse la struttura e le caratteristiche che ancora oggi si possono vedere: l’imponente entrata anche per carrozze, l’ampio atrio con decorazioni a grandi conchiglie, il cortile interno sul quale domina il ballatoio che mette in comunicazione due ali del palazzo, e lo scalone per accedere al piano superiore. Durante il rinascimento si arricchì di decorazioni che si possono ancora ammirare nei soffitti di alcune stanze.

Il governo dei Rangoni procurò lunghi anni di pace e benessere finché, nel 1796, con l’invasione napoleonica che portò alla soppressione dei feudi, i Rangoni furono spogliati dei loro possedimenti. Finita la dominazione francese in Italia, nel 1815, gli Estensi signori di Modena e Reggio, cui faceva parte anche il feudo Rangoni, ripresero possesso del palazzo ma non vi vennero mai ad abitare; è in questo momento che il prevosto Barberi inizia ad utilizzarlo come ufficio parrocchiale. Nel 1861 con l’unità d’Italia, dopo la cacciata degli Estensi, il palazzo finisce sotto il regio demanio ed è in questo momento che il neo parroco don Luigi Rinaldi, si interessa dell’acquisto del palazzo per utilizzarlo come canonica. Nel 1862 il palazzo diventa di proprietà della parrocchia.

Nel 1876 don Luigi Rinaldi commissionò a Ferdinando Manzini quattro grandi tele, all’interno di quella che poi venne chiamata Sala del Tasso, che rappresentano altrettanti momenti importanti della vita del poeta Torquato Tasso, ospitato dalla famiglia Rangoni nel 1564.

Antonio Masinelli nel suo testo “IL TASSO A CASTELVETRO – La sala dell’antico palazzo” del 1879 scrive “Non è fuor d’opera ricordare anche una volta il soggiorno del Tasso a Castelvetro, non già per riferire cose nuove dopo il molto, che ne hanno scritto il Tiraboschi, il Serassi, il Guasti, il Malmusi, il Valdrighi, il Campori, il Peretti, il Cavedoni; ma appunto per dirigere una parola d’elogio a quel R. Arciprete Dottor Don Luigi Rinaldi e di conforto insieme. (…)
Mentre il signor Vandini nella Gazzetta di Modena lamentava la dimenticanza, in cui lasciavasi quell’avventura presso chi meglio d’ogni altro avrebbe dovuto commemorarla d’una guisa non affatto indegna; quel Parroco commetteva al valente pennello del nostro Prof. Manzini quattro affreschi, cui stupendamente eseguiva in una delle sale dell’antico Palazzo.”

L’attuale aspetto di Palazzo Rangoni è quindi frutto di numerose trasformazioni apportate nel corso dei secoli. Le sale sono riccamente decorate con opere cinquecentesche attribuibili, in gran parte, al pittore Gian Antonio Scacceri e caratterizzate da elementi naturali inseriti nei soffitti cassettonati e nelle fasce sottostanti.

 

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Sala Grande Sala del Tasso Sala dei Putti
Sala degli Orsi Sala dei Delfini Cappellina
Sala mostra Torquato Tasso Palazzo Rangoni
Parrocchia SS Senesio e Teopompo MM
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