
Il poeta Torquato Tasso, nato a Sorrento nel 1544, abbandonò, insieme al padre, la sua città natale all’età di 10 anni, stabilendosi dapprima a Roma, poi a Bergamo, Urbino, Venezia e, per continuare i suoi studi, a Padova.
Nel novembre del 1562, si trasferì a Bologna col proposito di terminarvi gli studi; a risolvere i suoi problemi economici aveva provveduto la generosità di Monsignor Cesi, rappresentante del Papa, con un assegno che gli permetteva di mantenersi con un certo decoro in questa città.
Raccomandato anche da altri illustri personaggi e ottenuta la protezione del Duca di Urbino, il Tasso, per un po’ di tempo, visse serenamente.
Tutto andava bene quando si divulgarono pasquinate anonime che deridevano anche pesantemente parecchi scolari, professori e cittadini. Si diffondeva il sospetto che l’autore fosse proprio il Tasso.
La questione fu portata in tribunale e, una notte, mentre il poeta era assente, il capo della polizia capitò alla casa dove il giovane alloggiava, con un mandato di cattura, di perquisizione e di sequestro della sua roba. Avvertito, poi, nella stessa notte, dei provvedimenti che erano stati presi contro di lui, Torquato fuggì da Bologna nel gennaio del 1564 e s’avviò verso Mantova, dove pensava di unirsi al padre, segretario di quel Duca. Quando giunse a Modena e venne a sapere che il padre era già partito per Roma, si fermò in questa città, ospite dei suoi amici, i Conti Rangoni, che, per tranquillizzarlo, lo accompagnarono nel loro feudo, a Castelvetro. Da qui il poeta scrisse una lettera a monsignor Cesi nella quale dichiarava la propria innocenza e si lamentava dell’ingiurioso trattamento ricevuto. Nel frattempo, tuttavia, il procedimento penale contro di lui era stato sospeso. Non si sa quanto tempo il Tasso si sia fermato a Castelvetro, forse non molto a lungo. Si sa di certo che da Castelvetro passò a Correggio, dove fu ospite di Claudia Rangoni, principessa di quel luogo, donna amante della cultura e dell’arte.
L’Associazione Dama Vivente organizza, ad anni alterni due manifestazioni, “Corteo storico e la Dama vivente” e “Festa a castello” con le quali si ricorda l’arrivo del Tasso a Castelvetro e le solenni accoglienze ricevute dai signori del castello, Queste feste, in costumi rinascimentali, si svolgono nel centro storico. Per qualche anno all’interno di Palazzo Rangoni, è stata ospitata la mostra “Fili d’oro a palazzo” nella quale erano esposti gli abiti in stile rinascimentale realizzati dalle volontarie dell’associazione. In seguito, nel 2012, la mostra è stata collocata al piano terra della vecchia parrocchiale, dov’è tuttora visitabile.
Lettera di Torquato Tasso a monsignor Cesi, prolegato di Bologna
| Sala Grande | Sala del Tasso | Sala dei Putti |
| Sala degli Orsi | Sala dei Delfini | Cappellina |
| Sala mostra | Torquato Tasso | Palazzo Rangoni |