Don Franco

Don Franco

Testamento scritto in piena lucidità e libertà da don Franco Silvestri.


Ringrazio Dio per il dono del battesimo e della ordinazione sacerdotale.
Tanti benefici ho ricevuto dal Suo amore di Padre e dalla sua misericordia.
Non sempre sono stato all’altezza di questa chiamata per i miei limiti e a tutti chiedo una preghiera di suffragio per la mia anima.
Ringrazio le persone che il Signore mi ha fatto incontrare in questi anni,
in modo particolare tutti quelli che hanno collaborato e mi hanno sostenuto nel mio ministero;
senza di loro non sarei riuscito; a loro vada la mia lode e gratitudine.
Porto nel cuore con immenso amore le tante persone, dono del Padre.
Non ho rancore per nessuno.
Ringrazio Dio per avermi fatto incontrare, a Solignano, la comunita srilankese,
per il dono del sorriso, della disponibilità e dell’amicizia.
Un grazie alla mia famiglia di origine, sempre vicina e presente.
Dio benedica tutti e vi accompagni con il suo amore misericordioso.

 

Omelia funebre

Mons. Erio Castellucci
10 marzo 2025

Domenica 4 giugno 2023 alle 19:30 squilla il cellulare, compare nome don Franco Silvestri, con cui c’eravamo incontrati pochi giorni prima, parlando normalmente dell’unità pastorale di Castelvetro, con le sue quattro parrocchie, di alcuni progetti che lui stava elaborando. Pensando che avesse dimenticato di dirmi qualcosa, rispondo tranquillamente e lui ”Buonasera, volevo informarla che tra pochi giorni entro in ospedale perché mi hanno trovato un tumore alla testa”. Rimango in silenzio un attimo e lui “Sa, ho sempre saputo di non essere posto con la testa”.

È iniziato così il calvario, anzi pellegrinaggio, penso che don Franco preferirebbe chiamarlo così, che lo ha portato alla morte e all’incontro con il Signore, un pellegrinaggio faticoso, essendosi da subito mostrata la serietà della malattia, ma che, devo dire, non ha mai sradicato la sua serenità, e perfino la sua ironia. Ancora, nel nostro incontro alla messa del malato al Policlinico, esattamente un mese fa, dopo avere concelebrato, mi confermò che sul consiglio dei medici declinava il suo ipotizzato servizio come confessore in Duomo e poi aggiunse sorridendo, comunque vista l’unificazione con Carpi, le do già la mia disponibilità come vescovo ausiliare.

Ho scelto come prima lettura un passo in cui San Paolo nomina alcuni collaboratori, Evodia, Sintiche e Clemente, e ne ricorda genericamente altri, perché mi pare che una delle caratteristiche di don Franco fosse di creare reti di collaboratori e collaboratrici.

Ha lasciato scritto nel testamento che non vuole nessun elogio, quindi non farò particolari elogi ma, nei numerosi incarichi da lui rivestiti in azione cattolica, nel centro italiano femminile, nei vari organismi diocesani e soprattutto nella responsabilità di segretario di tre vescovi per alcuni anni, Quadri e poi Cocchi e Lanfranchi, oltre che nel suo gradito impegno alla libreria della Gip, ha maturato quella visione complessiva della diocesi che dà uno sguardo ampio anche sulle realtà piccole, ma è soprattutto nella trentina di parrocchie di cui è stato pastore, spesso ne ha avute più d’una, in un solo mandato, è lì che viene ricordato per il suo carattere accogliente, il che non significa remissivo, e per la sua capacità di valorizzare le persone disponibili a collaborare.

Se il pastore è amabile, come ci ha auspicato San Paolo, la comunità esprime più facilmente e gioiosamente la propria generosità e questa rete di collaboratori gli ha permesso un’intraprendenza notevole dal punto di vista pastorale, organizzativo e gestionale, ma soprattutto questa rete di collaboratori gli si è affezionata e ha costituito anche per lui, dovunque abbia operato, una vera e propria famiglia allargata. L’ultimo commovente segno è l’elenco di persone di Solignano che hanno dato disponibilità per l’assistenza a don Franco in ospedale e che non lo hanno lasciato solo un momento, anzi avevano già riempito i turni per tutta questa settimana, fino a venerdì. Oggi, ad esempio, Ugo e Cristina avrebbero fatto la mattina, Mauro il pomeriggio, Luisa la notte. E loro, insieme a Laura, Gino, Pagetta, Stefano, Ciro, Carmela, Luciana, Fiorella, Giovanni e tanti altri, ricordano proprio Evodia, Sintiche e Clemente e tutti i collaboratori di Paolo.

Sono centinaia di volti concreti, non semplici nomi, che hanno ricevuto tanto da Don Franco in questi decenni di ministero e che ora gli sono grati, alcuni già in cielo, molti altri qui nel pellegrinaggio terreno. Voi siete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia ci ha appena detto Gesù. Nell’imminenza della sua Pasqua ha preparato così i discepoli, offrendo loro l’immagine del parto. La donna quando partorisce è nel dolore, perché è venuta la sua ora, ma quando ha dato alla luce il bambino non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. La morte per noi credenti non è il semplice trasferimento nella tomba, è un passaggio che sfocia nella culla. La speranza cristiana non si illude di poter sfuggire alla morte, ma vi entra sapendo però che la pietra rotola via, aprendo il sepolcro alla luce della vita. Noi quaggiù siamo nelle doglie del parto, come lo è stato Gesù nei suoi ultimi giorni terreni, come lo è stato don Franco, in questo anno e mezzo, e specialmente nelle ultime settimane; come lo sono stati, lo sono e lo saranno tutti gli esseri umani, anzi San Paolo dice di più, dice che la creazione stessa geme e soffre nelle doglie del parto. La scelta è radicale. O siamo destinati a nulla, e quindi il parto dopo tanto travaglio, farà nascere un bimbo già morto, o siamo destinati alla vita eterna e quindi il passaggio, pur faticoso, si aprirà ad un abbraccio nuovo.

Don Franco ha professato e predicato la fede nel Cristo morto e risorto, gli si è affidato, ha attraversato la passione con lui con grande speranza e ora è consegnato al giudizio misericordioso del padre.

Grazie Don Franco, per il tuo impegno, per la testimonianza di fiducia e di fede, per la dignità con la quale hai affrontato la malattia, per le reti che hai saputo intessere come pastore.

Che il signore ti doni il premio riservato ai suoi servi fedeli.

 

 

 

Parrocchia SS Senesio e Teopompo MM
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